Gli alberi

 Il tuo albero genealogico è uguale allo stesso albero di tutti gli esseri umani. Gli esseri umani hanno essenzialmente gli stessi problemi ovunque.





Abbiamo la netta convinzione di essere soli al mondo con il nostro terribile problema. Ma non è assolutamente vero, tutti i problemi umani, alla fine, sono gli stessi! Lo ha affermato a gran voce la Dottoressa Schutzenberger durante un'intervista. E quali sono questi problemi che ci accomunano? Perché immagino che ora la tua curiosità sia in fermento, hai sempre creduto di essere la sola creatura al mondo ad aver vissuto sciagure e traumi inenarrabili, e ora, proprio adesso stai leggendo che sei solo una goccia in mezzo al mare.

Non è un caso se te lo sto scrivendo proprio con queste parole. Mi sta a cuore la tua reazione a quanto hai appena letto. Hai fatto un sospiro di sollievo, o ti indispettisce perché, insomma, nessuno potrà mai capire cosa diavolo hai passato? E, se ti va di renderlo noto nei commenti, sarò ben lieta di leggerti.

Siamo nati tutti da due genitori, che a loro volta hanno ricevuto la vita dai loro genitori e in sole sette generazioni, hai due cento cinquanta quattro diretti antenati, che hanno contribuito a generare la tua vita oggi. E come te, tutto il genere umano discende dallo stesso gruppo familiare e tutti in sette generazioni hanno gli stessi antenati, che, crescono esponenzialmente man mano che risaliamo nel nostro albero. Ci siamo? Ok.

Ma quello che differenzia ciascun albero, e di conseguenza ciascuna famiglia, è il livello di coscienza, le regole inconsce, i non detti che si tramandano di generazione in generazione, senza che nemmeno si ritenga necessario parlarne. Nella mia famiglia ad esempio, si sta seduti a tavola finché l'ultimo non ha terminato. Non si parla mai di soldi e della loro gestione. Si parla molto di malattie e si fa a gara a chi ha subito il maggior numero di interventi. Si ricerca un lavoro sicuro e stabile che fornisca la garanzia e la possibilità di vivere dignitosamente, anche se uccide le tue passioni, anzi non ne devi assolutamente tenere conto. Si va a messa ogni domenica e guai a non indossare l'abito della festa. Ci si separa tacitamente, facendo buon viso a cattivo gioco, vivendo ciascuno le proprie vite ma, nelle ricorrenze da calendario, è necessario apparire come la famiglia perfetta. Questo è quello che so per averlo vissuto, ma ci sono infinite cose che non so perché non mi sono state tramandate. L'obbligo della messa la domenica, lo ha interrotto mia mamma per fortuna. Ma non avendo il coraggio di andare in contro alla fede di mia nonna e tradirla, ha scelto una libera professione che la tenesse impegnata nei giorni di festa.

Non conosco il nome dei genitori dei miei nonni, specialmente del papà di mia nonna materna, c'è solo un'unica fotografia che ha sempre girato per casa, con l'immagine di questo uomo dall'espressione dura e austera e, quando ho chiesto a mia mamma e a mio zio chi fosse, la risposta è stata semplicemente il nonno. Ma nessuno di loro ricorda il nome.

 Oggi, dopo sei anni di studio generazionale so, che lì ci sono dei segreti. 

Nella famiglia di mio nonno materno, non solo si conoscono i nomi, ci sono foto e storie che mi sono state raccontante e il mio nonno bis, come lo chiamavo io, è mancato ai miei tre anni di età. 

Nella famiglia di mio papà, lui stesso, conosce solo il nome di suo nonno paterno, della nonna nemmeno l'ombra, per il resto si sa poco e niente. Ho una foto di questo uomo distinto, in giacca e cravatta, con i tratti distintivi della famiglia, i baffi. Della famiglia di mia nonna, oltre che avesse qualche sorella qua e là, nessuno ha saputo dirmi niente. Anche qui, ho capito che ci sono dei segreti.

In entrambe le famiglie: quella da cui arriva mio papà e quella da cui arriva mia mamma, ci sono le stesse dinamiche e problematiche, gli stessi segreti e gli stessi non detti.
Di conseguenza, con tutti questi non detti ecc, si è sviluppato un certo tipo di coscienza, un certo tipo di diktat familiare, dove vengono osservate certe regole e altre no. Nella tua famiglia, a seconda di come sono state affrontate le situazioni, se i membri che hanno compiuto azioni positive o negative, e ritorno a ripetere, fuori da qualsiasi giudizio, se ci si è assunti la responsabilità delle proprie azioni, si è sviluppato un certo tipo di coscienza che differisce se è successo il contrario.


Per farti capire che noi siamo il risultato, non solo delle scelte fatte o non fatte dei nostri antenati, ma, quello che la nostra vita ci propone in quanto sfide, è la speranza del nostro albero genealogico per vedere e accettare, ciò che i nostri antenati non sono stati in grado di fare.

Ho capito da subito che, nonostante le mie aspirazioni e la mia preparazione, c'era "qualcosa" che impediva la mia realizzazione e, questo qualcosa, non so ancora oggi cosa sia ma, un atto d'amore alla volta, mi sta lasciando andare.

Tutti possiamo fare tutto. Ah si? Tutti possiamo fare tutto se quello che vogliamo fare è già stato fatto da qualcun altro all'interno della nostra famiglia.

E se sei una donna come me e, quello che vuoi fare è stato fatto solo dagli uomini della tua famiglia, ad eccezione che ci siano appunto dei precedenti, devi chiedere il permesso per poterlo fare anche tu. Chiedere il permesso agli uomini di mollare la presa, poiché siamo in epoche differenti dalle loro e alle donne è concesso, ad esempio lavorare in proprio. Devi chiedere il permesso alle donne della tua famiglia, di esprimere la tua creatività, mantenendoti comunque parte di loro, senza rinnegare chi sei e senza perdere l'appartenenza al tuo clan familiare. Se andiamo indietro di cinque o sette generazioni, indicativamente si genera ogni vent'anni circa, quindi ritorniamo a due cento anni fa. Nel mille otto cento, le donne non avevano nemmeno il diritto di pensare qualcosa che non fosse il pensiero dell'uomo. 

Passavano dal padre al marito in matrimoni combinati e, se andava bene, si sopravviveva, figurati a pensare di essere se stessa e di esprimere questo essere se stessa. Le nostre antenate hanno vissuto nel terrore, emarginate, nell'impossibilità di essere, e se oggi, ancora per certi versi, ho difficoltà ad emergere, so che il loro impedimento non è per male nei miei confronti, ma per proteggermi da una mentalità che credono ancora attuale. 

E per certi versi lo è. 

Le doti che ho riscoperto in me, come l'empatia, la sensibilità a percepire le energie, il mondo invisibile e la conoscenza di multi dimensioni, se è vero che viene tramandato geneticamente, io non oso immaginare le mie antenate prese per folli e, probabilmente alcune di loro rinchiuse per blasfemia, follia e altre cazzate dettate dagli uomini, solo perché era fuori da ogni ragionevole dubbio che fosse fuori dalle regole, di certo non era convenzione, qualcosa che non si può spiegare e non è tangibile, o ancora che non è di consuetudine. Consuetudine un cazzo. Fa niente se poi Re, Regine e altri esponenti di rilievo, da che mondo è mondo si appellavano a stregoni, visionari, medium e altri oracoli per avere consigli su come governare e come vincere le battaglie!

Ho contemplato parecchio il mio nome negli anni e Consuelo ha molte sfaccettature: colei che consola, portatrice di sole, con sole, e in inglese la mia professione si direbbe counselling, che è ancora consolare. Oltre alle persone che si rivolgono a me, io ho capito che mi è stato dato il compito di consolare le anime nate prima di me, da cui io provengo e ringrazio con onore. Grata che oggi mi sostengano, nella professione più ardua che io conosca che è quella di liberare più persone possibili da gabbie mentali, indottrinate dalla società che hanno avuto un peso notevole sullo sviluppo delle coscienze familiari, generazione dopo generazione.

Cosa influenza il nostro modello psicogenealogico, tanto da renderlo un diktat familiare, un'impronta unica e irripetibile?

L'impronta storica e socioculturale in cui si è vissuta la dinamica. Le norme morali e i condizionamenti religiosi. Eventi storici e traumi collettivi.

Faccio subito degli esempi pratici:

Se io decido di vivere da sola ai giorni nostri, non solo nessuno obbietta ma, è del tutto ordinario. Nel mille ottocento era impossibile. Se io non vado a messa, i miei vicini di casa di sicuro non mi toglieranno il saluto e nemmeno sarò bandita o emarginata dalla società. 

Se l'europa ha passato la guerra e le popolazioni europee hanno perso tutto, case proprietà, titoli, oggetti di valore, figli ecc, vivrà il resto dei suoi giorni in costante dolore e sofferenza e questo, è quello che verrà trasmesso ai posteri. Ma se nello stesso periodo, io sono di origine messicana e là non solo non si vive la stessa guerra ma nemmeno se ne sa nulla, i miei posteri vivranno sereni senza questo peso di aver perso tutto, ingiustamente per una guerra. E magari in messico, nemmeno si sente così tanto la pressione della chiesa e tutti possono essere liberi di frequentare chiunque senza bisogno di matrimoni riparatori ed infelici. 

L'ho buttata lì, ma so che hai capito. E torno a ripetere che, quello che è passato di generazione in generazione come un pacco postale, non è l'atto stesso che si è compiuto, che forse era l'unico possibile in quel momento, ma è la non assunzione della propria responsabilità dell'atto stesso. Se ho dovuto sparare al nemico altrimenti avrebbe sparato a me, è legittima difesa. Ma se, faccio finta di niente, mi nascondo dietro al dovere imposto, ignorando che ho tolto la vita a qualcuno, che non tornerà più a casa in qualità di figlio o marito, e che ignoro ogni conseguenza possibile pensando che non è colpa mia, lì in quel momento, un ramo del mio albero smette di germogliare e inizia a morire.

Mettiamo che, stessa dinamica. Ho fatto quel che ho fatto per legittima difesa ma, porto nel cuore la persona a cui ho tolto la vita e lo onoro ad esempio, mandando un presente alla famiglia. Ammetto di non aver avuto altra scelta e ne accetto le conseguenze. Mi assumo la responsabilità dell'azione che ho compiuto e accetto, che io e l'altro saremo legati per sempre, perché quello che è successo ha generato uno shock in entrambi gli alberi genealogici e, lo ringrazio di essersi sacrificato affinché io potessi tornare a casa, non solo la questione finisce lì, ma riceverò sostegno e benedizioni per generazioni intere! e ne beneficeranno sia la mia che la sua di famiglia.


C'è qualche antenato da cui ti senti inspiegabilmente attratto? Che tu lo abbia conosciuto oppure no.

Lì, c'è la tua lealtà.


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