Karma familiare?

Quando pensi che tutto nella vita prima o poi torna, hai ragione al cento per cento ma non è il karma esoterico e spaventoso che trovi nei libri di magia. Il equilibrio con la legge universale di risonanza(1), quello che semini, raccogli. Ah i nostri nonni quante ne sapevano!



Questo bilancio, o meglio "il grande libro dei debiti e dei crediti di famiglia" è un termine coniato da Ivan Boszormenyi-Nagy, nato in Ungheria nel mille novecento venti. A trent'anni emigrò negli stati uniti e semplificò il nome per naturalizzarsi come cittadino americano. Psichiatra di formazione classica ma, largo di vedute, ha avuto la capacità di integrare, psicologia individuali, dinamiche familiari e riflessioni etiche. 
Ha diretto per vent’anni il dipartimento di terapia familiare al Pennsylvania Psychiatric Institute di Philadelphia.
Creatore della terapia contestuale, un modello che considera la persona all’interno di un sistema relazionale multigenerazionale, dove contano non solo i fatti e le emozioni, ma anche la giustizia, la reciprocità e la responsabilità.

La terapia contestuale di Nagy, è la stessa che in studio esercito come consulenza olistica.

A mio parere le sue scoperte sono state e sono ancora oggi, fondamentali e rivelatrici, per chi fa una professione come la mia, o semplicemente vuole capire la motivazione di certe dinamiche familiari.
Dico questo, perché quando nel due mila venti ho conosciuto la Psicogenealogia, io stavo disperatamente cercando risposte, con mezzi differenti da quelli che avevo appreso ed esplorato nei venti cinque anni precedenti. Cercavo risposte alla mia infelicità, ai miei fallimenti, alle lotte che nella mia famiglia d'origine ho dovuto combattere per essere vista e altre situazioni che ti racconterò nel corso di questi scritti. E chiunque, s'imbatta in una ricerca di questo tipo, vuole capire che cavolo è successo in passato per trovarsi a dover "pagare" qualcosa! 
Riprendiamo con Nagy.
Nel corso delle sedute con i suoi pazienti è venuto a capo di tre punti, che sono stati il cuore del suo pensiero di approccio, introducendo concetti fondamentali come :
Lealtà familiari, legami profondi e spesso inconsci, che ci collegano al nostro clan familiare anche di generazione in generazione.
Debiti e crediti relazionali, scambi morali ed emotivi che influenzano il nostro comportamento e le nostre scelte.
Giustizia relazionale, principio secondo cui, ogni persona ha il diritto di essere riconosciuta e trattata con equità all'interno del sistema familiare.
Dici niente?

Ogni membro della famiglia è leale ad almeno un altro membro della famiglia, se non a tutto il sistema. Cosa significa essere leali? Significa agire con onestà e fedeltà verso una persona, una nazione o un'idea, mettendone il rispetto e la correttezza morale al primo posto, al di sopra di ogni cosa. Posso dirti che io per lunghi anni sono stata leale a mio nonno paterno, sono stata leale al suo senso di colpa con un bisogno viscerale di espiare che, spesso mi ha portato a chiedermi:

"ma che cazzo ho combinato nella mia vita precedente per meritarmi tutto questo, si capisce che ho ucciso qualcuno altrimenti non si spiega?!" 

Oggi so che il senso di colpa che sentivo, che mi faceva stare in disparte in silenzio, che mi sussurrava che non sarei mai stata abbastanza, cha ha contribuito a farmi diventare una cattiva pagatrice, cercando anche relazioni in cui ero sempre io a rimetterci, credendolo per assurdo, lecito, non era il mio, ma di mio nonno. La sensazione di essere rassegnata e fare spallucce alle umiliazioni, alla vergogna di essere grassa, brutta, sola, colpevole di Dio sa cosa, non era mia, ma di mio nonno.

 Quella macabra e triste certezza che mi ha tenuta sveglia, non so quantificare le notti e che sentivo sotto la pelle come fosse reale, di essere un'assassina e di aver tolto la vita a qualcuno per chissà quale motivo, non era mia, ma di mio nonno. Eppure io per lealtà familiare tossica, chiamata anche amore cieco, ho preso su di me il destino di un'altra persona.

 L'ho scelta? No. L'ho trattenuta? Sì. 

Senza entrare in processi e tecnicismi troppo complicati e se la matematica non è un'opinione, per "diritto", il peso di mio nonno sarebbe dovuto scivolare addosso a mio papà, anzi, a mia zia Giovanna, la primogenita. Come funziona la divisione dei pesi generazionali, tra fratelli e sorelle, sarà l'argomento di un prossimo articolo, per ora prendi per buono il mio esempio personale. Mio nonno Rosolino, figlio di Giovanni e nato nel mille novecento undici, è il primo di un certo numero di figli, arruolabile per servire la patria. Parte con il suo battaglione per destinazioni a me ignote, a rivestire un ruolo anch'esso ignoto, per combattere in prima linea per amore della patria.

Va da se il mio ripudio per la guerra, qualsiasi ne sia la causa, è un codice inconscio dentro di me, probabilmente scritto con il sangue, ma sta di fatto che in momenti non sospetti, prima che io redigessi il mio genogramma per liberarmi dei pesi attraverso le costellazioni familiari, non sono mai riuscita a guardare un film di guerra. Ce ne sono di bellissimi, fatti con scenografie splendide e sono la nostra storia, narrata da registi molto in gamba, e poi la storia, non la possiamo ignorare. Prendi film come Shindler'list, il Pianista, la Vita è bella, mostrano più o meno da vicino ogni sfumatura della guerra, da chi è stato complice pensando si salvarsi la vita, a chi ha fatto il possibile per salvarla ad altri e, semplicemente nello scrivere questo articolo ho un groppo in gola e le lacrime tra le ciglia. 

Ma io la guerra non l'ho vissuta. Eppure anche Tutti insieme appassionatamente, non sono mai riuscita a guardarlo, percepivo terrore, allerta e dolore, tanto dolore. 

Ma torniamo a noi. Mio papà non si è preso su di se il fardello del nonno, suo padre che, come un pacco postale è stato recapitato a me. Ho ricordi di mio nonno di quando ero piccola e lo andavo a trovare, beh indubbiamente era un bell'uomo con dei baffoni alla Giuseppe Verdi, sempre elegante con la sua camicia ed un portamento che non si trova più nemmeno a pagarlo negli uomini di oggi ma, quello che ricordo più di tutto erano i suoi occhi tristi e i suoi pianti.
Io non oso immaginare cosa possa aver visto o fatto in quegli anni sotto le armi e nemmeno ho la presunzione di ipotizzarlo ma, nonostante la sua voglia di vivere e di amare che lo ha portato a sposarsi e a generare la vita (altrimenti io non sarei qua!), non sono bastati ad interrompere la sua sofferenza e ne ho ricordo come fosse oggi. In tv davano i film western con John Wayne e tra un tufiu(2) e l'altro ricordo le sue lacrime.

Ma quel vissuto, pur grave che possa essere stato, non ne è la causa. La causa è il fatto di non aver elaborato. Elaborare significa assumersi la responsabilità delle proprie azioni, accettare di aver compiuto un certo tipo di azione e portarlo nel cuore con la consapevolezza che è andata così e non poteva in alcun modo essere altrimenti. Altrimenti lo sarebbe stato. 
Io sulla mia pelle non sentivo le azioni eroiche di un soldato, sentivo il senso di colpa e il dolore di qualcuno che ha causato a sua volta dolore. Forse per obbligo militare? Forse per sopravvivere? Sta di fatto che ho restituito con tutto l'amore che ho a mio nonno, perché questo peso spettava a lui guardarlo, e non a me, che sono oltretutto una donna. Oggi la sensazione sotto la pelle è quasi svanita del tutto, e nel frattempo ho fatto pace con i torti che ho fatto io ad altri in questa vita, perché se anche non ho generato figli e non è tramandabile ad altri un eventuale debito, può rimanere nell'albero come un'impronta e qualcuno, facendosi carico dei pesi altrui, potrebbe subirne le conseguenze al posto mio.

Quanto ci sarebbe da dire. Ho fondato un'accademia per insegnarti tutto quello che so, che ho appreso e che ho vissuto. Perché io sono fatta così, non mi basta passarti un'informazione, quella la puoi trovare nel web e su qualsiasi testo. 
C'è un detto che, non si limita ad essere un detto: se nella tua famiglia qualcuno fa del bene, avrai sette generazioni di santi, ma se nella tua famiglia, qualcuno fa del male, alle generazioni future ne tornerà settanta sette volte tanto.
Perché quando si odia purtroppo, ci si mette molta più intensità e passione di quando si ama.
E questo è il karma. O il bilancio dei debiti e dei crediti.



Ah, Il potere terapeutico della scrittura! 





1) Risonanza: Gli eventi sincronici sono legati da una risonanza reciproca, che li fa "attrarre" l'uno all'altro. È come se fossero due calamite che vibrano alla stessa frequenza, manifestando lo stesso significato senza un collegamento fisico.
2) Tufiu: Rumore di scena degli spari di fucile nei vecchi film western.


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