Professioni sospese
Agiamo in ripetizione o riparazione
Queste domande dovrebbero farti riflettere, almeno un po'. Tra le varie cose, che si ricercano per la compilazione del genogramma, le professioni sono dati molto importanti, che aiutano a comprendere le difficoltà che ha riscontrato la famiglia nel corso delle generazioni. Probabilmente ti starai chiedendo quale sia il nesso ma, ora te lo spiego. Sono certa che inizierai anche a far mente locale, sulle professione delle persone accanto a te, non solo della tua famiglia.
Lo so perché il genere umano è curioso e di conseguenza, ci penserai!
Come faccio di solito, voglio partire con qualche esempio, partiamo con queste tre professioni: il fabbro e lo psicologo. Si potrebbe pensare che il fabbro sia un'alchimista, che può battere il ferro finché è caldo, per dargli la forma desiderata, è una professione che nasce ancor prima del medioevo, quando è nata la necessità di chiudere fuori o chiudere dentro, qualcosa o qualcuno. Ci avevi mai pensato? Siamo abituati a non soffermarci sul significato profondo delle cose, qualsiasi cosa, non per ignoranza ma, perché diamo per scontate tante di quelle cose, da non farci proprio caso.
Quindi, che si decida di avviare un'attività di carpenteria o si faccia il garzone dal fabbro, nelle memorie genealogiche sospese della famiglia, è certo che qualcuno non è riuscito a proteggere in modo adeguato il proprio territorio(1), fisico o biologico, e quindi si può affermare che ci sono state delle perdite, per "colpa" della mancata protezione. Cosa fa il fabbro? Cancelli, inferriate, serrature e sistemi di protezione in ferro. E questa è una professione di riparazione, in quanto il sistema familiare ha subito dei danni a causa di questa importante mancanza, e per riparare ai traumi vissuti dagli antenati, la nostra professione diventa riparatoria del trauma stesso. Così che nessuno mai, possa rivivere la stessa tragedia, in questo modo, ci sentiamo più vicini ai nostri antenati e sentiamo che stiamo facendo del bene e, stiamo riscattando un torto subito. Ma quindi tutti i fabbri del mondo, nella loro storia genealogica hanno vissuto queste incursioni devastanti? Sì. Ma non tutti i discendenti sono consapevoli della motivazione originaria che si nasconde dietro il desiderio di proteggere.
Può essere che il fatto vissuto in passato abbia generato un dolore così grande da trasformarsi in segreto sistemico.
Inventando una storia e catapultandoci nel mille settecento o mille ottocento, i nostri antenati vivono un una casa modesta, con una prole invidiabile, un bel giardino, degli animali e provvedono al sostentamento della propria famiglia e di quelle adiacenti. Un bel giorno dal nulla, (ricorda che è un racconto messo insieme in questo momento, ma per rendere l'idea) un gruppo di briganti malfattori, invade gli spazi facendo razzia di animali e cibo e portano via dei figli (si usava vendere i figli in tempi addietro, oppure venivano usati come mano d'opera o per i furti) e, oltre a vivere una vita di stenti, la madre forse è morta di crepacuore.
Qual è il nuovo assetto familiare, e quali informazioni si incidono delle memorie familiari? Non ho protetto la mia famiglia, ho perso tutto: bestiame, raccolto, figli e moglie, e il dolore è così grande che non ne parlerò mai con nessuno perché fa troppo male. Tra i superstiti nessuno ne parla, è doloroso. I figli crescendo formano famiglie a loro volta, ma di cosa sia successo nel passato, nemmeno una parola. Crescono i nipoti e si percepisce che aleggia qualche mistero, ma ormai, il non detto, è diventato indicibile e innominabile. Ma la generazione successiva, dà alla luce un bel maschietto, che ad un certo punto ha una passione inspiegabile di fare il fabbro. Qui, il non detto si è manifestato, in una professione di riparazione inconscia, dato che non è stato tramandato l'episodio.
Tutto chiaro?
Passiamo allo psicologo, figura professionale nata intoro alla fine del mille ottocento, riconosciuta e confermata intorno alla metà del novecento. Cosa fa lo psicologo, di cosa si occupa sostanzialmente? Tratta i disturbi della mente che generano sofferenza nell'individuo, aiutandolo ad alleviare tale sofferenza, attraverso l'ascolto, la prevenzione e la comprensione. Ok, bene. Ti racconto un'altra storiella presa a caso sul momento: mettiamo il caso che, una nonna o una bisnonna, ad un certo punto della sua vita subisca un abuso, facciamola grave, un abuso sessuale da un parente, da un figlio, dal genitore o dal vicino di casa.
Sia ben chiaro che non la sto facendo facile e non la sto prendendo l'abuso alla leggera, ma in questo contesto mi sento di raccontarlo con leggerezza.
Torniamo a noi. Questa donna, probabilmente anche percossa per farla tacere, dal suo carnefice inizia ad andare in tilt. Ha un marito a cui non può raccontare, ha dei figli da proteggere e soprattutto, ma chi le crederebbe? Questo mi muove parecchio perché ancora oggi, l'abuso sulle donne è tutelato quando ormai è tardi, e qui ci rifacciamo alle storie raccontate nei precedenti articoli, sul valore effettivo della donna e del bisogno dell'uomo di prevalere con la forza.
Quindi Maria, le diamo un nome, inizia a non dormire più la notte per la vergogna e per la paura di essere giudicata, il suo cervello è in modalità sopravvivenza, in allerta venti quattro ore su venti quattro, da una parte non può raccontare o farsi sfuggire nulla, dall'altra la il terrore che non finisca mai. Assente nei doveri coniugali, che anche qui...doveri vabbè, assente con i figli, non si alza più dal letto, rifiuta il cibo e tutto diventa insostenibile fino al ricovero in manicomio e poi la sua dipartita.
Qualcuno sa perché Maria è stata messa in manicomio? Intendo il marito, i figli, i vicini di casa, gli amici, i parenti. No non lo sa nessuno. La versione comune è la stessa: !ad un certo punto è impazzita, chissà perché, era felice e non le mancava nulla."
Hai conosciuto qualcuno anche tu, che di punto in bianco ha cambiato drasticamente e radicalmente il suo comportamento fino quasi a sparire, o a rifugiarsi in se stesso? Te lo chiedo perché, se ti fermi un attimo a pensare, ci sono molte persone a noi vicine che soffrono di una sofferenza transgenerazionale(2) apparentemente inspiegabile, ma la società ed il sistema preferiscono etichettarli come psichiatrici. Non ne ho la certezza matematica ma, una persona su cinque fa uso di ansiolitici o calmanti o stabilizzatori dell'umore e, chi li prescrive ha un'agilità di penna che nemmeno chiede al o alla paziente, cosa lo turba.
Ma qui è un'altra storia! Maria muore di qualcosa di inspiegabile, in un' ospedale psichiatrico e, questo causa più vergogna che dolore, più sdegno che compassione alla famiglia, e mica se ne parla! Piuttosto che raccontare di un tale disonore in famiglia, si raccontano le più colorate bugie: è morta di questo o di quello, forse di tifo o tbc, o forse il mestruo o isteria ma, la verità se l'è portata nella tomba. Chiaro che questi segreti per un paio di generazioni o tre, si fanno rimbalzare da un discendente all'altro confidando si essere svelati e portati nel cuore ma, senza risultato, alla quarta, dopo una famiglia di contadini felici e casalinghe soddisfatte viene alla luce una bimba che fa un sacco di domane scomode a tutta la famiglia! "Perché questo? Perché quello? Perché non mi racconti qualcosa della tua nonna, e di tuo nonno che ricordi hai?" E nasce una passione dettata da una curiosità di pancia, di sapere come funzionano le persone, e quale ramo migliore della psicologia per trovare le sue risposte!?
Ma non finisce qui, perché nulla è lasciato al caso e le pazienti di Sofia, la pronipote di Maria, manifestano disturbi cognitivi, di attenzione e del sonno, alcune dopo abusi diretti, altre figlie e nipoti di donne abusate.
Quando, e succede anche a me, i pazienti nel caso di Sofia e i clienti nel mio caso i in altre professioni come il coach o il counselor, manifestano lo stesso disagio e la storia si ripete all'unisono, è un chiaro messaggio che quegli episodi hanno un enorme impatto di risonanza con le nostre questioni familiari, anche se apparentemente e razionalmente non ne sappiamo nulla, è il caso di indagare.
Chi lavora nella relazione d'aiuto, manifesta aiuti non ricevuti nel momento del bisogno.
Chi fa il contabile, deve far tornare i conti, in una famiglia che forse è andata in malora per cattiva gestione dei fondi.
Il medico manifesta vite perse per mancanza di cure.
A gennaio parte l'Accademia biennale di Consulente Sistemico e non vedo l'ora di insegnarti tutte queste cose per aiutarti ad aiutare altre persone a liberarsi degli irrisolti familiari.



Commenti
Posta un commento